Anglomani e suicidi...

21.06.2013 16:17

Sulla rivista trimestrale "madrelingua" mi ha colpito l'appello di Dario Fo: l'anglomania è un suicidio.

Sono la prima ad amare la cultura anglosassone e la lingua inglese e nel corso dei miei studi ho potuto comprendere l'importanza della conoscenza di una lingua straniera. Nella mia esperienza personale l'inglese è stato un ponte per arrivare là dove, senza, non sarei arrivata, è stato un utilissimo e indispensabile "tom tom" della comunicazione.

A quanto pare si disquisisce sulla possibilità di rendere alcune facoltà italiane monolingua, sostistuendo l'inglese all'italiano, e questo porterebbe a una aperta discriminazione della nostra lingua... che lo ricordo è l'italiano.

Si considera che questa scelta potrebbe aprire le porte a eccelse menti estere e darebbe inizio a un vero e proprio approccio di studio multiculturale. Certo, significherebbe uniformarsi ai canoni esteri e far progredire la "ricerca", avere banche dati consultabile all'estero e facilmente comprensibili e, anche, creare un esercito di italiani che può (potrebbe), fuori dal territorio dello stivale, conversare e lavorare in piena autonomia dotato di una lingua universalmente "compresa".

Ovviamente Dario Fo, anche solo a pensare di dover scegliere, si  pone a difensore della nostra lingua e lo fa con forza: "basta appecoronarsi di fronte all'inglese" , dice. Non perchè conoscere un'altra lingua sia sbagliato ma solo per farci capire che stiamo perdendo di vista le nostre radici, le nostre origini e quanto di bello gli italiani hanno nel campo della cultura, della lingua, del teatro e della musica.

Io sono PRO diversità MA, soprattutto, per mantenere l'italiano come lingua principale.

Sono pienamente d'accordo con il linguista Robert Phillipson, nel sostenere un rapporto tra italiano e inglese molto vicino al bilinguismo. Fa parte della contemporaneità e secondo me è la scelta migliore, quella scelta che potrebbe agevolare gli italiani di domani nel mondo del lavoro e non solo.

Voi che ne pensate?

Andreste in una università italiana dove si parla solo inglese?

S.I.

 

 

Scrittrice per ArteMuse Editore

D & M Gruppo editoriale

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